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Negli anni Sessanta, Lia e Marcello Rumma, giovani collezionisti di Salerno, si fanno promotori di mostre ed eventi che vedono protagonisti una nuova generazione di artisti. Marcello Rumma sponsorizza e organizza importanti rassegne negli antichi Arsenali di Amalfi in cui arte e critica si fondono: “Aspetti del Ritorno alle cose stesse” (1966), a cura di Renato Barilli; “L'impatto percettivo” (1967), a cura di Alberto Boatto e Filiberto Menna; “Ricognizione Cinque” negli spazi Einaudi, Salerno (1968) a cura di Angelo Trimarco; “Arte Povera più Azioni Povere” (1968), a cura di Germano Celant, la prima mostra pubblica di Arte Povera e il primo importante momento di internazionalizzazione dell’arte – considerata unanimemente dalla critica come una tra le mostre collettive più importanti tenutesi in Europa a partire dagli anni Sessanta.

La necessità di pubblicare scritti d’arte e di filosofia italiani e portare in Italia quelli stranieri spingono la coppia a fondare nel 1969 una casa editrice, la Rumma Editore, pensata come “braccio culturale dell'attività artistica”.

  1. ANNI 70

    Nel 1970, dopo la morte di Marcello, Lia Rumma si trasferisce a Napoli e nel 1971 apre una galleria d’arte con la personale 'L’Ottava Investigazione (A.A.I.A.I.) proposizione 6' di Joseph Kosuth, considerato oggi uno dei pionieri dell’Arte Concettuale.

    Lia Rumma intende indirizzare da subito la propria ricerca sui movimenti artistici contemporanei nazionali e internazionali (Arte Povera, Minimal Art, Concepual Art) e sui loro protagonisti che invita a esporre nel suo spazio napoletano, tra cui: Vincenzo Agnetti, Giovanni Anselmo, Art&Language, Alighiero Boetti, Victor Burgin, Douglas Huebler, Emilio Isgrò, Donald Judd, Dan Graham, David Lamelas, Francesco Matarrese e Michelangelo Pistoletto. È del 1976 la sua prima partecipazione alla fiera di Art Basel che espone l’attività della galleria a un confronto diretto con il sistema dell’arte internazionale.

    'L’Ottava Investigazione (A.A.I.A.I.) proposizione 6' di Joseph Kosuth, 1971, Galleria Lia Rumma, Napoli.

    1. 1972

      1972

      Da sinistra Filiberto Menna, David Lamelas e Lia Rumma, Galleria Lia Rumma, Napoli, 13.06.1972 photo credit: Bruno del Monaco

    2. 1974

      1974

      Lia Rumma e Giovanni Anselmo, Galleria Lia Rumma, Napoli, 31.05.1974 photo credit: Bruno del Monaco

    3. 1975

      1975

      Gino de Dominicis e Francesco Marattese, Galleria Lia Rumma, Piazza Navona, Roma, 23.04.1975 photo credit: Bruno del Monaco.

  2. ANNI 80

    A partire dagli anni Ottanta, Lia Rumma inizia un’intensa e proficua collaborazione con le istituzioni e la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli con cui si realizzano  mostre prestigiose tra cui “Rooted Rhetoric-una tradizione nell’arte americana” a cura di Gabriele Guercio (1986) a Castel dell’Ovo, la mostra personale di Gino De Dominicis (1986) al Museo di Capodimonte e l’installazione permanente “Modus Operandi, Cancellato Rovesciato” di Joseph Kosuth (1988).

    Continua parallelamente l’attività di ricerca della galleria che propone, tra le altre, la prima personale in Europa di Haim Steinbach (1987) e le mostre di Cindy Sherman (1988), Reinhard Mucha (1989) e Alberto Burri (1989).

    Installation view, Gino De Dominicis, Museo di Capodimonte, Napoli.

    1. 1986

      1986

      Installation view, "Rooted Rethoric: una tradizione nell'arte americana”, a cura di Gabriele Guercio Castel Dell’Ovo, Napoli.

    2. 1988

      1988

      Lia Rumma e Haim Steinbach, in occasione della mostra personale dell'artista, Galleria Lia Rumma, Capri.

    3. 1989

      1989

      Gino De Dominicis, Lia Rumma e Alberto Burri, durante la cena in onore della mostra personale di Alberto Burri, Galleria Lia Rumma, Napoli.

    4.  1989

      1989

      Lia Rumma con la piccola Aglaia, Monika e Reinhard Mucha, durante l’installazione della mostra “Mutterseelenallein” di Reinhard Mucha, Galleria Lia Rumma, Napoli.

  3. ANNI 90

    Nei primi anni ’90 si inaugurano mostre dedicate alla fotografia di artisti tra cui: Thomas Ruff (1991), Andreas Gursky (1992) , Günther Förg (1995), Mimmo Jodice (1995) e Christopher Williams (1997).

    La prima personale di Anselm Kiefer inaugura nel 1992 a Napoli e alcuni anni dopo l’artista presenta la mostra “Woodcuts” al Museo di Capodimonte nel 1997.

    Lo stesso anno la performance “VB26” di Vanessa Beecroft è ospitata nella galleria di Napoli.

    Nel 1994 la collettiva “Le Costanti nell'arte” all’Hangar di Via Brin a Napoli, segna una sintesi del lavoro svolto fino a quella data e nel 1999 Lia Rumma apre uno spazio a Milano, in via Solferino, nel quartiere di Brera, inaugurato con la personale di Enrico Castellani.

    Con la fine del XX secolo, si rafforza il legame con gli artisti che sono così invitati a sviluppare progetti e mostre anche per la nuova sede milanese.

    Installation view della mostra personale di Thomas Ruff, Galleria Lia Rumma, Napoli.

    1. 1992

      1992

      Anna Rea, Andreas Gursky e Lia Rumma durante l'openig della mostra personale dell'artista, Galleria Lia Rumma, Napoli

    2. 1994

      1994

      Lia Rumma durante l'allestimento della mostra collettiva "Le costanti nell'arte", Hangar di Via Brin, Napoli.

    3. 1997

      1997

      Lia Rumma e Vanessa Beecroft in occasione della prima perfromance dell'artista 'VB26' alla Galleria Lia Rumma, Napoli.

    4. 1999

      1999

      Openinga presso la Galleria Lia Rumma della mostra personale di Enrico Castellani, Milano.

  4. 2000

    Dal 2000 si intensificano i progetti organizzati in collaborazione con istituzioni culturali italiane e straniere tra cui nel 2004 l’installazione permanente “I Sette Palazzi Celesti” di Anselm Kiefer all’Hangar Bicocca di Milano, l’”Elektra” scenografata da Kiefer (2003) e il “Flauto Magico” diretto da William Kentridge (2006) al Teatro San Carlo di Napoli, le performances “VB48” e “VB62” di Vanessa Beecroft al Palazzo Ducale di Genova e alla Chiesa dello Spasimo di Palermo, l’installazione permanente di Joseph Kosuth per la Metropolitana di Napoli (2002) e la personale di Kentridge “Tapestries” al Philadelphia Museum of Art (2007).

    Negli spazi della gallerie prosegue l’intenso programma con mostre personali e collettive di artisti tra cui: Clegg&Guttmann (2001), Marina Abramovic (2002), Mocellin-Pellegrini (2002), Granular Synthesis (2003), Alfredo Jaar (2004), Ilya&Emilia Kabakov (2005), Hendrik Krawen (2006) e Tobias Zielony (2007).

    Anselm Kiefer e Lia Rumma durante l'inaugurazione della mostra 'Le Donne dell'antichità', Galleria Lia Rumma, Napoli.

    1. 2000

      2000

      Ilya Kabakov, Lia Rumma e Emilia Kabakov in occasione della mostra personale dell'artista, Galleria Lia Rumma, Napoli.

    2. 2004

      2004

      Installation view dell'installazione permanente ' I sette Palazzi Celesti' di Anselm Kiefer all'Hangar Biccocca, Milano.

    3. Installation view della mostra personale di Alfredo Jaar, Galleria Lia Rumma, Milano.

    4. 2006

      2006

      Lia Rumma e Marina Marina Abramović, Stromboli.

  5. DAL 2010

    Nel 2010 la sede della galleria di Milano si sposta nel nuovo spazio di 2000mq su tre livelli in Via Stilicone che inaugura a maggio con la personale dell’artista Ettore Spalletti.

    La sede di Napoli, rinnovata e ristrutturata, apre invece lo stesso anno con la mostra personale di Marzia Migliora.

    Ettore Spalletti e Lia Rumma in occasione della mostra personale dell'artista presso la nuova sede Milanese. Galleria Lia Rumma, Milano 2010

    1. 2010

      2010

      Inaugurazione della mostra personale di Ettore Spalletti 'Ho visto con i miei occhi quanto è lontanta la terra'.

    2. Lia Rumma e Marzia Migliora in occasione della mostra personale dell'artista a Palazzo Branciforte, Palermo, 2017

    3. Si conferma in questi anni il ruolo della galleria come luogo di ricerca e promozione dell’arte italiana contemporanea con la doppia personale di Ugo Mulas a Milano e Napoli e le mostre di Gilberto Zorio, Luca Monterastelli, Michele Guido, Gian Maria Tosatti e Domenico Antonio Mancini. Continua inoltre l’impegno di Lia Rumma a collaborare con le istuzioni italiane e straniere, concretizzato nel 2016 con il monumentale progetto pubblico di Kentridge “Triumphs and Laments” a Roma, nel 2017 con le performances di Vanessa Beecroft agli Uffizi e a Palazzo Strozzi a Firenze e alla Certosa di Padula. Nel 2012 Lia Rumma apre la sua casa di Palazzo Donn’Anna in cui è visibile una parte della sua collezione privata. Nel 2018-2019 in occasione dei 50 anni dalla mostra “Arte Povera+Azioni Povere”, Lia Rumma apre il suo Archivio storico e personale al pubblico con le mostre “Arte Povera: Homage to Amalfi ‘68” al Philadelphia Museum of Art a cura di Carlos Basualdo ed Erica Battle e “I sei anni di Marcello Rumma” al Museo MADRE di Napoli a cura di Gabriele Guerco con la co-curatela di Andrea Viliani.

      Interno di Palazzo Donn'Anna, 2012

    4. 2016

      William Kentridge, Triumphs and Laments: a project for Rome.

    5. 2019

      2019

      Installation view della mostra collettiva "I sei anni di Marcello Rumma" a cura di Gabriele Guercio e co-curata da Andrea Viliani Museo MADRE, Napoli, 2019-2020